Invidia.

Così passarono vari giorni dalla scorsa volta che Izumi ha visto Giyuu, era cambiato tantissimo, era diventato un uomo maturo dal suo aspetto bambino, ovviamente anche la sua corporatura non era come prima.

Ora di Pranzo all'ufficio.

Izumi era seduta sulla sua postazione a mangiare il suo solito pranzo finché non viene interrotta da una persona, era la manager del settore stilistico.

'Izumi, Potresti aiutarmi a dare queste schede all'ufficio del CEO? Io ho un po' di cose da fare qui e non riesco proprio, se mi aiuti sarei molto grata!' chiede lei.

'certamente! non è un problema per me' risponde lei. Dirigendosi così verso l'ufficio di Giyuu.

Era in ansia di quello che poteva succedere all'interno, cosa avrebbe fatto se lui non l'ha ancora dimenticata? Lei avrebbe confessato la loro infanzia?

Ma la cosa più importante è che Lui l'ha abbandonata lì, in quel orfanotrofio. Lui non ha mantenuto la sua promessa. 'Non avrei il dovere di dire chi sono realmente' pensa lei.

Non l'avrebbe riconosciuta di sicuro. *Izumi tocca la collana di anello che aveva in collo* sì\, l'aveva regalata Giyuu per il suo compleanno insieme ai deliziosi cibi che portava ogni giorno fino a quando non scompare.

Frugando nei ricordi e pensieri non nota che è già arrivata alle porte dell'ufficio CEO.

Bussa leggermente la porta.

'Avanti' rispose dall'altra parte. Era la voce di Tomioka ma più cresciuto, quello voce così profonda ma allo stesso tempo protettivo e assicurante.

'Buongiorno, questi sono i documenti da parte del Manager dello scomparto stilistico, le lascio quì sul tavolo' dice lei con una voce calma e indifferente.

'Certo' non si impegna a rispondere lui mentre leggeva il giornale del recente report economia-aziendale.

'Se non ha nulla ancora da dire, le saluto' dice lei pronta per andarsene via.

'NO, aspetta' mette giù il giornale. 'Dammi pure del Tu' dice Giyuu fissandola.

'Come potrei mai osare, io sono solo un lavoratore, non potrei mai...' rispose Lei.

'Davvero non ti ricordi di me o solo stai facendo la finta tonda?!' alzò il volume della sua voce, sembrava davvero arrabbiato. Arrabbiato per cosa? Perchè lei non l'ha riconosciuto or perchè non voleva essere ignorato.

'Pardon signore, non so di che cosa stia...dicendo' replica lei sapendo benissimo cosa voleva lui, ma lei non gli dà corda. 'Forse hai solo sbagliato persona anche se abbiamo gli stessi nomi' si sforza di sorridere.

'Mi stai dicendo che sono stupido? Izumi Shinazugawa, 23, allevata dalla famiglia Shinazugawa tre anni fa da XXX orfanotrofio... Non ti ricordi di me? Sono Giyuu, quel bambino..' non finisce di dire.

'No, mi dispiace non so di che cosa tu stia dicendo, anche se lei è il CEO' continua 'Non ha il diritto di farmi perdere tempo in queste conversazioni, io non sono quel Izumi che lei sta intendendo e non vorrei minimamemnte esserlo.'

Dicendo ciò esce dall'ufficio con le lacrime, non voleva dimostrarsi di essere debole per nessuna ragione, almeno non davanti a Lui. Aveva in mente la stessa domanda: Perché non è venuto a trovarla e a portarla a casa.

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